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Notizie sulla cittadinanza polacca

Cittadinanza delle donne sposate tra il 1° luglio 1937 e il 19 gennaio 1951.

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Avviso: Questa è una traduzione automatica dal polacco. La precisione potrebbe variare.

NOTA! Traduzione automatica dal polacco

Il 1° luglio 1937, la Convenzione su alcune questioni relative ai conflitti di leggi sulla cittadinanza e il Protocollo relativo ai casi di apolidia, firmati all’Aia il 12 aprile 1930, entrarono in vigore per la Polonia. (Ratificata in conformità con la legge del 5 marzo 1934 – Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Polonia, n. 27, voce 1000).

Ai sensi dell’articolo 9 di questa Convenzione, “se, in base alla legge di uno Stato, una donna cittadina di tale Stato perde la propria cittadinanza a seguito del cambiamento di cittadinanza del marito durante il matrimonio, tale perdita è subordinata all’acquisizione della nuova cittadinanza del marito”. Ciò significa che se un marito, cittadino polacco, perdeva la cittadinanza polacca per naturalizzazione (ad esempio, perché non era più soggetto al servizio militare obbligatorio per aver superato il limite di età prescritto dai regolamenti militari), la moglie non perdeva più automaticamente la cittadinanza polacca, come accadeva in precedenza (ovvero dal 31 gennaio 1920). La perdita della cittadinanza polacca si estendeva alla moglie solo se possedeva già una cittadinanza straniera, come il marito. Tuttavia, se possedeva solo la cittadinanza polacca, non la perdeva.

Questa norma non si applicava nemmeno ai figli legittimi: la perdita della cittadinanza polacca da parte del padre continuava a comportare anche la perdita della loro cittadinanza polacca.

In pratica, quindi, se, grazie all’articolo 9 della Convenzione, la moglie conservava la cittadinanza polacca nonostante la perdita della cittadinanza polacca da parte del marito, poteva in seguito “trasferire” la propria cittadinanza, ad esempio dando alla luce un figlio dopo il 19 gennaio 1951, data in cui la legge del 1920 cessò di applicarsi.

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